"Robin Hood" di Kevin Costner é, forse, il migliore film sulla leggenda di Robin Hood mai realizzato. Una suspence sempre crescente, una fotografia splendida, l'impiego, non sfrontato, di mezzi speciali, straordinari all'epoca del film (vedi il lancio delle frecce), una coreografia sontuosa, la città francese di Carcassonne come set del film, ed una bella storia d'amore. Sì, questo é un film che piace moltissimo alle donne. Non solo per lo splendido personaggio disegnato da Kevin Costner, peraltro straordinariamente bello in questo film, ma anche, e soprattutto, per la caratterizzazione di Lady Marian. Mary Elisabeth Mastrantonio é stata abilissima nel presentare una figura di donna estremamente moderna. Forte, sicura di sé, coraggiosa e molto romantica. Innamorata del suo bel Robin, che seguirà fino alla fine. Da vera donna. Fedele ai suoi principi,altruista, bella, determinata e, allo stesso tempo, fragile e vittima delle circostanze. Una donna da amare e da salvare. Forte e dolcissima. Il vero alter/ego di Robin Hood, testardo e romantico come lei. Due metà della stessa mela che si incontrano. La scena finale, con il volo delle colombe, simbolo della pace ritrovata e lo splendido cammeo di Sean Connery, nei panni di Re Riccardo, conquista il cuore. Oltre a rappresentarci questa splendida coppia, resa ancor più romantica dalla splendida colonna sonora di Bryan Adams: "Everything I do I do it for you", questo Robin Hood é anche un inno all'amicizia. Quella vera, che non conosce frontiere. Ed ecco lo splendido personaggio di Morgan Freeman, l'amico arabo, che lo toglie sempre dai guai. Non pretendendo nulla in cambio. La vera amicizia non lo richiede mai. Ma questo é, soprattutto, un film su di una splendida coppia: Robin e Marian. Profondamente uguali. Innamorati, romantici, ribelli, idealisti. Insomma: buon divertimento. Con uno dei più bei film di Kevin Costner. Capace di toccare i cuori. In particolare, quelli romantici.
domenica 3 dicembre 2017
ROBIN HOOD PRINCIPE DEI LADRI
"Robin Hood" di Kevin Costner é, forse, il migliore film sulla leggenda di Robin Hood mai realizzato. Una suspence sempre crescente, una fotografia splendida, l'impiego, non sfrontato, di mezzi speciali, straordinari all'epoca del film (vedi il lancio delle frecce), una coreografia sontuosa, la città francese di Carcassonne come set del film, ed una bella storia d'amore. Sì, questo é un film che piace moltissimo alle donne. Non solo per lo splendido personaggio disegnato da Kevin Costner, peraltro straordinariamente bello in questo film, ma anche, e soprattutto, per la caratterizzazione di Lady Marian. Mary Elisabeth Mastrantonio é stata abilissima nel presentare una figura di donna estremamente moderna. Forte, sicura di sé, coraggiosa e molto romantica. Innamorata del suo bel Robin, che seguirà fino alla fine. Da vera donna. Fedele ai suoi principi,altruista, bella, determinata e, allo stesso tempo, fragile e vittima delle circostanze. Una donna da amare e da salvare. Forte e dolcissima. Il vero alter/ego di Robin Hood, testardo e romantico come lei. Due metà della stessa mela che si incontrano. La scena finale, con il volo delle colombe, simbolo della pace ritrovata e lo splendido cammeo di Sean Connery, nei panni di Re Riccardo, conquista il cuore. Oltre a rappresentarci questa splendida coppia, resa ancor più romantica dalla splendida colonna sonora di Bryan Adams: "Everything I do I do it for you", questo Robin Hood é anche un inno all'amicizia. Quella vera, che non conosce frontiere. Ed ecco lo splendido personaggio di Morgan Freeman, l'amico arabo, che lo toglie sempre dai guai. Non pretendendo nulla in cambio. La vera amicizia non lo richiede mai. Ma questo é, soprattutto, un film su di una splendida coppia: Robin e Marian. Profondamente uguali. Innamorati, romantici, ribelli, idealisti. Insomma: buon divertimento. Con uno dei più bei film di Kevin Costner. Capace di toccare i cuori. In particolare, quelli romantici.
domenica 5 novembre 2017
STAR WARS
Quarant'anni or sono, nel lontano 25 maggio 1977, usciva nelle sale americane il classico Guerre Stellari che dopo 30 anni e una trilogia prequel è diventato Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza. Il primo film della saga fu un'odissea per George Lucas, che incontrò non pochi ostacoli per far accettare il nuove genere cinematografico a quei tempi. , Star Wars debuttò nei cinema ed esplose fragoroso nell'immaginario collettivo trasformandosi in un classico senza tempo con ben 11 candidature al Premio Oscar e 7 statuette vinte (Migliore scenografia, costumi, montaggio, sonoro, effetti speciali, colonna sonora e un Oscar Speciale a Ben Burtt per gli effetti sonori). Un fenomeno immaginifico di tale portata che oggi a quasi quarant'anni di distanza dal suo debutto siamo ancora qui a parlarne, pronti come bambini entusiasti a tornare ancora una volta in quella "galassia lontana lontana" che ci ha regalato così tante emozioni.
Quando su schermo appare l’immenso incrociatore stellare dell’Impero all'inseguimento della nave della Principessa Leila, non si può non ripensare a questa iconica scena come ad una tappa fondamentale per il cinema di fantascienza che dal quel lontano 25 marzo 1977 non sarebbe stato più lo stesso. Lucas si ispira a filosofia e mitologia e crea un universo mistico in cui "La Forza" tutto crea e pervade, da notare che nelle primissime stesure della storia Lucas l'aveva descritta come una gemma in stile Sacro Graal. Su schermo non mancano l'azione concitata con battaglie tra caccia stellari ispirate ai combattimenti aerei dei film di guerra, ma anche se siamo ad oltre un decennio dall'avvento della mirabolante CG anni '90 di Jurassic Park, Lucas precorre i tempi e punta su gigantesche miniature dettagliatisssime riprese in maniera innovativa, dando il via ad una nuova era tecnologica per gli effetti speciali cinematografici che poi prenderanno corpo nella sua Industrial, Light & Magic.
Memorabile e inconfondibile la sua colonna sonora di John Williams
Quando su schermo appare l’immenso incrociatore stellare dell’Impero all'inseguimento della nave della Principessa Leila, non si può non ripensare a questa iconica scena come ad una tappa fondamentale per il cinema di fantascienza che dal quel lontano 25 marzo 1977 non sarebbe stato più lo stesso. Lucas si ispira a filosofia e mitologia e crea un universo mistico in cui "La Forza" tutto crea e pervade, da notare che nelle primissime stesure della storia Lucas l'aveva descritta come una gemma in stile Sacro Graal. Su schermo non mancano l'azione concitata con battaglie tra caccia stellari ispirate ai combattimenti aerei dei film di guerra, ma anche se siamo ad oltre un decennio dall'avvento della mirabolante CG anni '90 di Jurassic Park, Lucas precorre i tempi e punta su gigantesche miniature dettagliatisssime riprese in maniera innovativa, dando il via ad una nuova era tecnologica per gli effetti speciali cinematografici che poi prenderanno corpo nella sua Industrial, Light & Magic.
domenica 24 settembre 2017
IL POSTINO
E' difficile, forse impossibile,
separare il film "Il Postino" dall'immagine indissolubile di un Massimo
Troisi malato e stanco, tanto caparbio da sfidare la propria precaria
salute per terminare le riprese di quello che per molti è considerato il
testamento spirituale del grande attore e regista napoletano (di San
Giorgio a Cremano), spirato poche ore dopo aver girato l'ultima scena
del film.
Nonostante solamente nella versione italiana figurasse il nome di Troisi accanto a quello del regista Michael Radford,
per tutti il postino è universalmente riconosciuto come il suo
capolavoro, un film, senza nulla togliere alle tante belle pellicole
girate in precedenza, in cui raggiunse l'apice della carriera ed una
notorietà internazionale sotto certi aspetti inattesa. La mimica, i
silenzi, le indecisioni nelle parole e nei movimenti del Troisi comico
trovarono in una interpretazione drammatica così profonda il proprio
naturale complimento.
Il
postino è un inno alla forza della poesia, al potere delle parole in
grado di elevare personaggi a prima vista insignificanti a ruoli del
tutto inattesi. L'amicizia che lega Pablo Neruda a Mario Ruoppolo è
sincera e mossa dalla tenerezza che ispira il giovane squattrinato
postino, fra i pochi in grado di leggere e scrivere in un'isola più
lontana dalla terraferma della realtà, ancora legata a un mondo antico
di pescatori destinato in pochi anni a sparire del tutto. L'ansia di
apprendere nuove parole e nuovi componimenti è il vero anelito alla
cultura ed alla elevazione sociale attraverso la conoscenza cui tutti
dovrebbero aspirare. Se Neruda quasi inconsciamente sconvolgerà la vita
del postino, quest'ultimo manterrà nei confronti del grande poeta un
sentimento di riconoscenza quasi filiare, conscio del fatto di essere
stato cambiato in profondità dall'esule cileno e di aver trovato non
solo il coraggio ma anche i mezzi per conquistare la ragazza più bella e
di buoni sentimenti del paese, grazie a quanto appreso nei sempre più
lunghi momenti passati a dialogare di metafore con lui.
lunedì 14 agosto 2017
FULL MONTY
Full Monty è sicuramente una delle commedie più divertenti fra quelle
che, negli anni novanta, decisero di raccontare storie ambientate sullo
sfondo della crisi economica inglese: la chiusura delle industrie
legate all'estrazione e alla lavorazione del carbone, la disoccupazione. Protagonisti cinque operai inglesi disoccupati che decidono di organizzare uno
spettacolo di spogliarello per guadagnare un po' di soldi. Fra varie
disavventure, esilaranti casting e prove estemporanee in casa del loro
capo-reparto, arriveranno alla prima del loro show.
La forza di di Full Monty è quella di trattare con leggerezza problematiche sociali comuni, passare continuamente dalla miseria alla vivacità, dalla crisi sociale al gaudio popolare, coprendo la nuda disperazione della realtà con qualche foglia spassosa e sufficientemente non urticante per trasformare una commedia sopra la media in un successo mondiale.
Il film si guadagnò ben 4 nomination agli Oscar riuscendo a portarne a casa uno, quello per la miglior colonna sonora. Composta da Anne Dudley è musica strumentale di grande impatto, dal ritmo lento ma dolce e sensuale, un vero capolavoro.
La forza di di Full Monty è quella di trattare con leggerezza problematiche sociali comuni, passare continuamente dalla miseria alla vivacità, dalla crisi sociale al gaudio popolare, coprendo la nuda disperazione della realtà con qualche foglia spassosa e sufficientemente non urticante per trasformare una commedia sopra la media in un successo mondiale.
Il film si guadagnò ben 4 nomination agli Oscar riuscendo a portarne a casa uno, quello per la miglior colonna sonora. Composta da Anne Dudley è musica strumentale di grande impatto, dal ritmo lento ma dolce e sensuale, un vero capolavoro.
va avanti e fermarsi è davvero un grave errore, un ostacolo in più che ci si pone.
Opera prima di Peter Cattaneo, regista per film TV e profezia azzeccata dal produttore Uberto Pasolini. Ottimi gli interpreti con Robert Carlyle post-Trainspotting, Mark Addy e Tom Wilkinson. Bellissima e perfettamente calzante la colonna sonora curata da Anne Dudley.
Film globalmente divertentissimo che lascia spazio anche alle
situazioni relativamente drammatiche elegantemente descritte con non
comune tatto e in qualche evento anche con poesia. Le note "amare" o
meglio su cui riflettere, ben celate dal fulcro del soggetto, spaziano
dalla malinconia alla omosessualità, dalla morte alla depressione, dalla
voglia di riscatto alla monotonia senile. Il film vuole farci capire
come è possibile ricavare il lato luminoso degli eventi negativi, quello
positivo, quello che tenta di spingere il demotivato ad andare oltre.
In questo film si ride e tanto ma si comprende anche che la vita va, ad
ogni modo va avanti e fermarsi è davvero un grave errore, un ostacolo in
più che ci si pone.
Opera prima di Peter Cattaneo, regista per film TV e profezia azzeccata dal produttore Uberto Pasolini. Ottimi gli interpreti con Robert Carlyle post-Trainspotting, Mark Addy e Tom Wilkinson. Bellissima e perfettamente calzante la colonna sonora curata da Anne Dudley.
Film globalmente divertentissimo che lascia spazio anche alle
situazioni relativamente drammatiche elegantemente descritte con non
comune tatto e in qualche evento anche con poesia. Le note "amare" o
meglio su cui riflettere, ben celate dal fulcro del soggetto, spaziano
dalla malinconia alla omosessualità, dalla morte alla depressione, dalla
voglia di riscatto alla monotonia senile. Il film vuole farci capire
come è possibile ricavare il lato luminoso degli eventi negativi, quello
positivo, quello che tenta di spingere il demotivato ad andare oltre.
In questo film si ride e tanto ma si comprende anche che la vita va, ad
ogni modo va avanti e fermarsi è davvero un grave errore, un ostacolo in
più che ci si pone.
Opera prima di Peter Cattaneo, regista per film TV e profezia azzeccata dal produttore Uberto Pasolini. Ottimi gli interpreti con Robert Carlyle post-Trainspotting, Mark Addy e Tom Wilkinson. Bellissima e perfettamente calzante la colonna sonora curata da Anne Dudley.
Film globalmente divertentissimo che lascia spazio anche alle
situazioni relativamente drammatiche elegantemente descritte con non
comune tatto e in qualche evento anche con poesia. Le note "amare" o
meglio su cui riflettere, ben celate dal fulcro del soggetto, spaziano
dalla malinconia alla omosessualità, dalla morte alla depressione, dalla
voglia di riscatto alla monotonia senile. Il film vuole farci capire
come è possibile ricavare il lato luminoso degli eventi negativi, quello
positivo, quello che tenta di spingere il demotivato ad andare oltre.
In questo film si ride e tanto ma si comprende anche che la vita va, ad
ogni modo va avanti e fermarsi è davvero un grave errore, un ostacolo in
più che ci si pone.
Opera prima di Peter Cattaneo, regista per film TV e profezia azzeccata dal produttore Uberto Pasolini. Ottimi gli interpreti con Robert Carlyle post-Trainspotting, Mark Addy e Tom Wilkinson. Bellissima e perfettamente calzante la colonna sonora curata da Anne Dudley.
Film globalmente divertentissimo che lascia spazio anche alle
situazioni relativamente drammatiche elegantemente descritte con non
comune tatto e in qualche evento anche con poesia. Le note "amare" o
meglio su cui riflettere, ben celate dal fulcro del soggetto, spaziano
dalla malinconia alla omosessualità, dalla morte alla depressione, dalla
voglia di riscatto alla monotonia senile. Il film vuole farci capire
come è possibile ricavare il lato luminoso degli eventi negativi, quello
positivo, quello che tenta di spingere il demotivato ad andare oltre.
In questo film si ride e tanto ma si comprende anche che la vita va, ad
ogni modo va avanti e fermarsi è davvero un grave errore, un ostacolo in
più che ci si pone.
sabato 15 luglio 2017
NON TI MUOVERE
Sono passate solo poche settimane dal mega evento del concerto di Vasco al Modena Park durante il quale, grazie all'intervista fatta da Paolo Bonolis, abbiamo appreso o ricordato, per chi già lo sapesse, che la canzone "Un senso" fu inspirata dalla lettura del libro di Margareth Mazzantini "Non ti muovere", seguito poi dal film omonimo di Castellito di cui la canzone fu la colonna sonora.
Il film/libro parla di una storia d'amore clandestina nata tra un uomo di prestigio (dottore riconosciuto nel suo campo) e una donna di bassa classe sociale: una cameriera stagionale, senza arte ne parte, senza una cultura, sciatta, di aspetto sgradevole che e vive un esistenza squallida ai margini della società. La moglie al confronto è una bella donna, acculturata, molto in gamba. Nella sua vita matrimoniale sembra non mancare nulla. Eppure, ad un certo punto, nel momento in cui fa questo incontro, inizia a porsi molte domande. Inizia a vedere quello che prima non riusciva a vedere, ma solo a percepire e, tutto questo ovviamente, non essendo stato programmato, lo spaventa
La canzone parla proprio di questa storia: ti chiedi quale sia il senso di tutto cio', ma si arriva alla conclusione che non importa trovare un senso a tutte le cose,ma sono le emozioni che si provano ad essere importanti
La pellicola, uscita nel 2004 e molto apprezzata dalla critica e dal pubblico, ha ottenuto il David di Donatello, il Nastro d'Argento e il Globo d'Oro.
Il film/libro parla di una storia d'amore clandestina nata tra un uomo di prestigio (dottore riconosciuto nel suo campo) e una donna di bassa classe sociale: una cameriera stagionale, senza arte ne parte, senza una cultura, sciatta, di aspetto sgradevole che e vive un esistenza squallida ai margini della società. La moglie al confronto è una bella donna, acculturata, molto in gamba. Nella sua vita matrimoniale sembra non mancare nulla. Eppure, ad un certo punto, nel momento in cui fa questo incontro, inizia a porsi molte domande. Inizia a vedere quello che prima non riusciva a vedere, ma solo a percepire e, tutto questo ovviamente, non essendo stato programmato, lo spaventa
La canzone parla proprio di questa storia: ti chiedi quale sia il senso di tutto cio', ma si arriva alla conclusione che non importa trovare un senso a tutte le cose,ma sono le emozioni che si provano ad essere importanti
La pellicola, uscita nel 2004 e molto apprezzata dalla critica e dal pubblico, ha ottenuto il David di Donatello, il Nastro d'Argento e il Globo d'Oro.
giovedì 22 giugno 2017
AMERICAN GIGOLO'
Il prologo sulle note di Call Me di Blondie rimane una delle intro più belle degli anni '80. Richard Gere, dal passo felino e dalle magnetiche movenze, la cui classe innata è esaltata dagli abiti di Giorgio Armani, ha costruito un personaggio iconico entrato nell'immaginario collettivo.
domenica 4 giugno 2017
Shakespeare in Love
Campione d'incassi a sorpresa
nel 1998 e trionfatore con sette premi
Oscar (tra cui miglior film, miglior attrice, miglior attrice non
protagonista e miglior sceneggiatura), il film narra le vicende del
giovane William (Joseph Fiennes, già visto in costume nel film
Elizabeth), alla disperata ricerca della sua verve poetica ormai
perduta.
La sua musa ispiratrice sarà Viola (Gwyneth Paltrow, ragazza dell'alta nobiltà, amante del teatro e soprattutto delle opere di Shakespeare, che fingerà di essere un uomo pur di recitare accanto a William. E a quel punto la passione di Viola per la poesia del bardo si trasferirà direttamente sul suo autore, con il quale vivrà una romantica storia d'amore.
Film per tutti gli inguaribili romantici che si fa apprezzare anche per la sua buona dote di umorismo che fa scorrere la trama molto fluidamente e che ha il suo principale merito nello sviluppare l'azione nell'Inghilterra della regina Elisabetta (interpretata da una straordinaria Judi Dench) piuttosto che ambientare le storie di Shakespeare in epoca moderna come da consumatissima prassi di Hollywood.
La colonna sonora di Stephen Warbeck cattura con successo lo spirito del film in questione, incentrandosi sulle melodie e temi dell'epoca elisabettiana frizzante con arguzia e fantasia. Non per niente il compositore si meritò l'oscar.
La sua musa ispiratrice sarà Viola (Gwyneth Paltrow, ragazza dell'alta nobiltà, amante del teatro e soprattutto delle opere di Shakespeare, che fingerà di essere un uomo pur di recitare accanto a William. E a quel punto la passione di Viola per la poesia del bardo si trasferirà direttamente sul suo autore, con il quale vivrà una romantica storia d'amore.
Film per tutti gli inguaribili romantici che si fa apprezzare anche per la sua buona dote di umorismo che fa scorrere la trama molto fluidamente e che ha il suo principale merito nello sviluppare l'azione nell'Inghilterra della regina Elisabetta (interpretata da una straordinaria Judi Dench) piuttosto che ambientare le storie di Shakespeare in epoca moderna come da consumatissima prassi di Hollywood.
La colonna sonora di Stephen Warbeck cattura con successo lo spirito del film in questione, incentrandosi sulle melodie e temi dell'epoca elisabettiana frizzante con arguzia e fantasia. Non per niente il compositore si meritò l'oscar.
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